mercoledì 18 agosto 2010

Frammenti di letteratura



Cosa mi importavano la morte degli altri, l'amore di una madre, cosa mi importavano il suo Dio, le vite che ognuno si sceglie, i destini che un uomo si elegge, quando un solo destino doveva eleggere me e con me miliardi di privilegiati che, come lui, si dicevano miei fratelli? Capiva, capiva dunque? Tutti sono privilegiati. Non ci sono che privilegiati. Anche gli altri saranno condannati un giorno. Anche lui sarà condannato. Che importa se un uomo accusato di assassinio è condannato per non aver pianto ai funerali di sua madre? Il cane di Salamano valeva tanto quanto sua moglie. La donnina automatica era altrettanto colpevole che la parigina che Masson aveva sposato o Maria che aveva voglia che io la sposassi. Che importava che Raimondo fosse mio amico allo stesso modo di Celeste che valeva più di lui? Che importava che Maria desse oggi la sua bocca a un nuovo Meursault? Capiva dunque, quel condannato, e che dal fondo del mio avvenire... soffocavo gridando tutto questo. Ma già mi strappavano il prete dalle mani e i guardiani mi stavano minacciando. Ma lui li ha calmati e mi ha guardato un momento in silenzio. Aveva gli occhi pieni di lagrime. Si è voltato ed è scomparso.

Partito lui, ho ritrovato la calma. Ero esausto e mi sono gettato sulla branda. Devo aver dormito perché mi sono svegliato con delle stelle sul viso. Rumori di campagna giungevano fino a me. Odori di notte, di terra e di sale rinfrescavano le mie tempie. La pace meravigliosa di quest'estate assopita entrava in me come una marea. In quel momento e al limite della notte si è udito un sibilo di sirene. Annunciavano partenze per un mondo che mi era ormai indifferente per sempre. Per la prima volta da molto tempo, ho pensato alla mamma. Mi è parso di comprendere perché, alla fine della vita, si era preso un "fidanzato", perché aveva giocato a ricominciare. Laggiù, anche laggiù, intorno a quell'ospizio dove vite si stavano spegnendo, la sera era come una tregua melanconica. Così vicina alla morte, la mamma doveva sentirsi liberata e pronta a rivivere tutto. Nessuno, nessuno aveva il diritto di piangere su di lei. E anch'io mi sentivo pronto a rivivere tutto. Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. Nel trovarlo così simile a me finalmente così fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora.

Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.



(da "Lo Straniero" di A. Camus)



lunedì 2 agosto 2010

02/08/80 Per non dimenticare


Bologna, 2 agosto 1980, ore 10.25

Antonella CECI , anni 19
Angela MARINO, anni 23
Leo Luca MARINO, anni 24
Domenica MARINO, anni 26
Errica FRIGERIO in DIOMEDE FRESA, anni 57
Vito DIOMEDE FRESA anni 62
Cesare Francesco DIOMEDE FRESA, anni 14
Anna Maria BOSIO in MAURI, anni 28
Carlo MAURI, anni 32
Luca MAURI, anni 6
Eckhardt MADER, anni 14
Margret ROHRS in MADER, anni 39
Kai MADER, anni 8
Sonia BURRI, anni 7
Patrizia MESSINEO, anni 18
Silvana SERRAVALLI in BARBERA, anni 34
Manuela GALLON, anni 11
Natalia AGOSTINI in GALLON, anni 40
Maria Antonella TROLESE, anni 16
Anna Maria SALVAGNINI in TROLESE, anni 51
Roberto DE MARCHI, anni 21
Elisabetta MANEA ved. DE MARCHI, anni 60
Eleonora GERACI IN VACCARO, anni 46
Vittorio VACCARO, anni 24
Velia CARLI IN LAURO, anni 50
Salvatore LAURO, anni 57
Paolo ZECCHI, anni 23
Viviana BUGAMELLI in ZECCHI, anni 23
Catherine HELEN MITCHELL, anni 22
John ANDREI KOLPINSKI, anni 22
Angela FRESU, anni 3
Maria FRESU, anni 24
Loredana MOLINA in SACRATI, anni 44
Angelica TARSI, anni 72
Katia BERTASI, anni 34
Mirella FORNASARI, anni 36
Euridia BERGIANTI, anni 49
Nilla NATALI, anni 25
Franca DALL'OLIO, anni 20
Rita VERDE, anni 23
Flavia CASADEI, anni 18
Giuseppe PATRUNO, anni 18
Rossella MARCEDDU, anni 19
Davide CAPRIOLI, anni 20
Vito ALES, anni 20
Iwao SEKIGUCHI, anni 20
Brigitte DROUHARD, anni 21
Roberto PROCELLI, anni 21
Mauro ALGANON, anni 22
Maria Angela MARANGON, anni 22
Verdiana BIVONA, anni 22
Francesco GOMEZ MARTINEZ, anni 23
Mauro DI VITTORIO, anni 24
Sergio SECCI, anni 24
Roberto GAIOLA, anni 25
Angelo PRIORE, anni 26
Onofrio ZAPPALÀ, anni 27
Pio Carmine REMOLLINO, anni 31
Gaetano RODA, anni 31
Antonio DI PAOLA, anni 32
Mirco CASTELLARO, anni 33
Nazzareno BASSO, anni 33
Vincenzo PETTENI, anni 34
Salvatore SEMINARA, anni 34
Carla GOZZI, anni 36
Umberto LUGLI, anni 38
Fausto VENTURI, anni 38
Argeo BONORA, anni 42
Francesco BETTI, anni 44
Mario SICA, anni 44
Pier Francesco LAURENTI, anni 44
Paolino BIANCHI, anni 50
Vincenzina SALA in ZANETTI, anni 50
Berta EBNER, anni 50
Vincenzo LANCONELLI, anni 51
Lina FERRETTI in MANNOCCI, anni 53
Romeo RUOZI, anni 54
Amorveno MARZAGALLI, anni 54
Antonio Francesco LASCALA, anni 56
Rosina BARBARO in MONTANI, anni 58
Irene BRETON in BOUDOUBAN, anni 61
Pietro GALASSI, anni 66
Lidia OLLA in CARDILLO, anni 67
Maria IDRIA AVATI, anni 80
Antonio MONTANARI, anni 86


Per non dimenticarli, perché abbiano giustizia.

giovedì 29 luglio 2010

L'acqua, un diritto di tutti.

Questa notte si è svolta una seduta dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui è stato deliberato, a larghissima maggioranza (122 favorevoli, 41 astenuti, 0 contrari) che "l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualità e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita".

Era ora, verrebbe da dire. E' francamente impensabile secondo me che si possa anche solo concepire l'acqua, un bene talmente fondamentale, come una cosa "privata". Mi auguro che questa risoluzione ONU faccia capire ad alcuni governanti che l'acqua non si può mettere nelle mani di "pochi", che possono giocarci a discapito dei "molti".

Inoltre è notizia recente, il raggiungimento di quasi un milione e mezzo di firme ( 1.401.432 ) a favore del referendum pro-acqua pubblica in Italia. Mai nella storia del nostro paese si era raggiunta una tale mobilitazione popolare per un referendum.


lunedì 26 luglio 2010

Gli Inti Illimani e Nonna Quercia

Tiriamo via un'altra voce dalla lista "Cose da fare prima di morire": ho visto gli Inti Illimani in concerto. A dire il vero, non era propriamente un concerto... ma sarà meglio partire dall'inizio.
Gli Inti Illimani (con alcuni membri dei Modena City Ramblers) hanno voluto partecipare a un'esibizione in favore di Mina, la quercia secolare che si trova nei pressi di Castelvetro Piacentino e che rischia di essere abbattuta per far posto a un'autostrada a 6 corsie.

Si, lo so, sembra tanto una storia da film, però stavolta la vicenda è reale ed è una cosa seria.

Bisogna costruire un'autostrada a 6 corsie. Ma è davvero così necessaria questa autostrada? A vantaggio di chi andrà la costruzione di quest'ennesima colata di cemento? Agli automobilisti che risparmiano 10 minuti per arrivare dal Piacentino sul Cremonese? Credo proprio di no.

Questa autostrada, come ormai è di regola quando si pone il denaro, il profitto al di sopra dei diritti civili, non viene costruita perché ci sia effettivo bisogno di una nuova strada, ma, come ha giustamente puntualizzato il leader degli Inti Illimani, perché l'autostrada è un ottimo affare in termini economici.

(per chi la costruisce e la controlla, s'intende)


P.S.: Comunque, possiamo stare tranquilli, perlomeno per quanto riguarda Nonna Quercia: l'autostrada non la toccherà, e lei potrà continuare a guardarci dall'alto dei suoi cento e più anni.